INFO PRODOTTO
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| Sono segnati i destini dell’università? C’è una tendenza dominante, manifestamente distruttiva, presente ovunque, in Europa come in Cina o negli Stati Uniti. Qualcosa di essenziale di ciò che è stata, fino a tre o quattro decenni fa, l’università moderna è destinato ad essere eliminato, o è già stato, in varia forma, soppresso e sostituito da qualcos’altro. Solo la capacità di stabilire un’efficace distanza politica e intellettuale dalla “forza di gravità” della crisi in corso può aprire delle possibilità di trattare la singolarità dei problemi attuali dell’università e di trovare altri destini possibili. L’università moderna non è un luogo dove si trasmette un sapere più completo. Certo, vi si trasmette il sapere nella sua forma più avanzata, più elevata se si vuole, ma il problema cruciale è come trasmettere sistematicamente un sapere del quale preservare un principio d’incompletezza. Questo volume raccoglie tre testi pubblicati recentemente, uniti da un filo comune di questioni sulla crisi odierna dell’università e di proposte specifiche su come fronteggiarla Dei tre testi, il primo, che dà il titolo al volume, è uscito sul numero speciale della rivista americana Polygraph su “Study, Students, Universities”. La crisi universitaria non è certo un problema specificatamente italiano, anzi la sua dimensione internazionale appare ancora più acutamente in un momento in cui l’“internazionalizzazione” è considerata una strada indispensabile. Il saggio è un contributo al dibattito in corso in varie forme nell’università americana (riviste, workshop, seminari) per leggere le strutture profonde della crisi universitaria in corso, guardando in varie direzioni e mettendo in gioco prospettive teoriche disparate. Il secondo è un intervento in un forum su “Il futuro dell’università” aperto sul sito web dell’Università di Bologna, dove l’autore insegna. È un tentativo di registrare per iscritto alcune idee espresse in varie sedi, su “che cosa difendere dell’università” oggi, al di là della retorica dell’“eccellenza” e del fatalismo che ne costituisce l’altra faccia della medaglia. Il terzo testo è un invito alla lettura di un grande classico “dimenticato”, L’évolution pédagogique en France di Durkheim: un’opera che pone questioni fondamentali sulla scuola e l’educazione, che travalicano una certa immagine manualistica di quest’autore, ma che per molti versi superano anche l’orizzonte stesso delle sue teorizzazioni più note: un Durkheim oltre Durkheim, dal quale si possano ricavare idee importanti per pensare la crisi odierna. | ||
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